USURA:OCCORRE PREVENZIONE

Aprire nuove strade. È questa la finalità della Conferenza Internazionale dell’usura che si è svolta a Napoli nei giorni scorsi e che ha visto intorno alla tavola rotonda esponenti del mondo associazionistico, accademico, istituzionale italiano e dei Paesi dell’Est Europa. A volere l’importante momento di confronto è stata la Fondazione nazionale InteresseUomo che, con il patrocinio del Comune della città partenopea, di Banca Etica e di Libera Campania, ha avviato una riflessione sul fenomeno dell’usura, piaga, al pari della mafia, che sta inquinando il sistema economico, politico e sociale non solo italiano. “Si parla non più e soltanto di usura tra privati, bensì di usura di Stato, ha sottolineato il sindaco Luigi de Magistris, estesa a tutti gli strati della società e al territorio”. L’usura, reato che altera le transizioni economiche e che sostiene relazioni improprie, è praticata dalle organizzazioni criminali specializzate nelle loro attività illegali. “Le vittime, vessate dagli interessi sempre più alti di restituzione del prestito, non riescono a sopravvivere alla complessità del mercato e del profitto e preferiscono l’usura come male minore tra baratro e mano assassina”, ha dichiarato don Marcello Cozzi, presidente della Fondazione Interesse Uomo. Alla Conferenza hanno preso parte il professore di sociologia generale dell’Università Federico II di Napoli, Giacomo Di Gennaro, che nella sua analisi del fenomeno ha evidenziato come la figura stessa dell’usuraio è negli anni cambiata: ai vecchi strozzini si è associato il profilo del professionista, i cosiddetti “colletti bianchi”, ossia avvocati, notai, immobiliaristi ed altri che praticano tassi di interesse tra il 3% e il 15%. Un dato allarmante come quello della crescita del fenomeno negli ambienti di lavoro, tra colleghi, e in quelli familiari, tra parenti, in cerchie ristrette in cui non è impossibile trovare il direttore o l’impiegato di banca che si fa mediatore di collegamento tra le parti. L’usura, considerato un delitto contro l’economia e contro il patrimonio, è un reato propedeutico a quello estorsivo e l’estorsione consente il controllo del territorio che porta alla pratica dell’usura. Ma l’usura è anche un reato contro la persona perché ne limita la libertà. A sostegno delle vittime di usura operano numerose associazioni in Italia e nei Paesi interessati dalla Conferenza, che operano soprattutto per prevenire il dilagare del triste fenomeno. Sul piano giudiziario mancano le denunzie, ha affermato l’assessore alla sicurezza, politiche integrate di sicurezza e legalità della Regione Campania, Franco Roberti, e alle poche depositate non segue un adeguato accompagnamento delle vittime, ha specificato il presidente della Corte d’Appello di Potenza, Rosa Patrizia Sinisi. E’ dunque necessaria la prevenzione del reato che troppo spesso non viene preso in debita considerazione, come ha sottolineato il referente regionale di Libera Campania, Fabio Giuliani. Un quadro purtroppo riprodotto anche nell’area balcanica dove l’usura si nutre delle condizioni di povertà e delle crisi economiche generate da un sistema economico fragile in cui anche il ruolo della banche ne favorisce l’attecchimento. Queste le testimonianze di Milan Stefanovic, dell’associazione serba Protecta, di Anton Kojounarou del Center for study democracy della Bulgaria, di Luigi Mila della Commissione albanese Giustizia e Pace, di Giovanni Pastore della Fondazione Favor debitoris Italia, di Iva Pushkarova Gocheva, dell’Università bulgara di Sofia “St. Kliment Ohridski”, e del professor Riccardo Marselli, docente di Economia politiche dell’Università degli Studi di Napoli Phartenope, Italia. Proposte sono state formulate nel corso della tavola rotonda tra le parti, alla ricerca di soluzioni fondamentali alla costruzione di una vera cultura della legalità.