COMUNICATO STAMPA. Per prevenire la pandemia dell’usura

Gli avvoltoi ci sembra già di vederli: quelli che già si muovevano tra le maglie strette di un mercato creditizio che da tempo scarta e mette ai margini famiglie e imprese in difficoltà, e quelli che stanno ristrutturando la propria azione ai tempi del coronavirus.

I segnali già ci arrivano prepotentemente, ma tra l’altro è sufficiente leggere la cronaca di questi giorni: quando questa tragedia finirà – e speriamo presto – ci troveremo ad affrontare una pandemia di usura difficilmente controllabile, per il semplice motivo che mai come ora il prestito a strozzo sarà vissuto da tanti disperati come una sorta di ammortizzatore sociale, in una logica terribile di male minore.

Molti resteranno dietro. Da un lato ci saranno sempre più privati, cassintegrati, chi perderà il lavoro, piccole aziende, attività commerciali, artigiani con mutui, tasse e imposte varie da pagare, e dall’altro lato banche e agenzie e istituti di recupero del credito privato ma anche dello Stato che non aspetteranno e non guarderanno in faccia a nessuno. E in mezzo, come al solito ci saranno loro: gli usurai di sempre, insospettabili amici di amici e gruppi mafiosi ad approfittare della disperazione dei primi e la mancanza di risposte adeguate dei secondi.

Ci aggiungiamo al coro di allarme che in queste ore si sta sollevando da tutta Italia da parte della Procura nazionale antimafia, di magistrati, associazioni di categoria, Fondazioni antiusura e lo stesso Ufficio del Commissario nazionale antiracket e antiusura in merito ad un’usura che sarà ancor di più aggressiva e pervasiva, che prenderà di mira aziende commerciali, agricole e artigiane, che non avrà difficoltà di adattarsi ai nuovi disperati tempi, magari praticando all’inizio tassi concorrenziali rispetto alle banche per poi esplodere dopo in tutta la loro violenza. E che sempre più si chiamerà mafia.

Ed è per questo motivo che in queste ultime ore in concertazione con tante altre Fondazioni italiane abbiamo scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ma anche alle nostre Istituzioni regionali, per dire che dinanzi a scenari economici del tutto nuovi e inimmaginabili tutti insieme dobbiamo invece iniziare ad immaginare risposte adeguate con strumenti nuovi ed economicamente ancor di più potenziati.

Se l’usura si sta riorganizzando e adattando ai tempi che sono già dietro l’angolo, l’antiusura non si faccia trovare impreparata per evitare che almeno questa pandemia venga fermata in tempo.

Il Presidente

don Marcello Cozzi