Comunicato stampa di Don Marcello Cozzi sugli arresti per usura tra Taranto e Matera

 

È uno dei reati più odiosi: perché specula sulle fatiche delle persone, perché approfitta della debolezza di chi è in difficoltà, perché a lungo andare calpesta la dignità delle vittime e le priva della libertà.

Non ci abitueremo mai all’usura e non ci rassegneremo mai a notizie come questa che in queste ore ci dicono di questa organizzazione smantellata tra Puglia e Basilicata.

Ci auspichiamo solo che alla solerzia, alla professionalità e all’attenzione delle forze dell’ordine – in questo caso degli uomini della Guardia di Finanza di Taranto – facciano il paio le autorità giudiziarie e le istituzioni politiche.

In giro per l’Italia vediamo troppi usurai – mafiosi o non – rimessi in libertà il giorno dopo, troppi processi finire in una bolla di sapone, troppe vittime trattate da delinquenti, troppi intoppi burocratici a rendere praticamente vani i benefici previsti dalla legislazione antiusura, troppi istituti bancari scrollarsi delle proprie responsabilità soprattutto in tempi difficili e grigi come questi e chiudere rubinetti nel nome di un’austerity che si è trasformata solo in una gigantesca anticamera dell’usura. E vediamo tanta usura trasformata ormai in un enorme sistema che funge da ammortizzatore sociale.

Un’operazione antiusura è autentica e restituisce libertà alle vittime solo se dopo aver assicurato alla giustizia i carnefici, reinserirà quelle imprese nell’economia legale e le riporterà alla vita.

La prima parte è stata fatta, ora ci auguriamo che anche il resto del percorso porti gli stessi frutti positivi.

Don Marcello Cozzi

Responsabile nazionale “Sos giustizia” di Libera

Presidente Fondazione nazionale “Interesse uomo