Fondo antiusura l. 108/96

Fondo antiusura l. 108/96

Il fondo nazionale antiusura, finanziato dal Ministero del Tesoro in base all’art. 15 della legge 108/96, è destinato a famiglie e privati che non hanno più accesso al credito bancario ed è finalizzato al contrasto del fenomeno dell'usura.

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Sostieni impresa

Sostieni impresa

Il Fondo di garanzia per lo sviluppo d’impresa e per l’occupazione giovanile, è stato istituito da Banca Popolare Etica e dalla “Fondazione Antiusura Interesse Uomo” per facilitare l’accesso al credito a favore delle piccole e microimprese capaci di creare occasioni di occupazione e auto-impiego per giovani e per le persone che hanno perso il lavoro.

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CESU

CESU

Frutto di una convenzione tra la Fondazione Interesse Uomo, Banca Popolare Etica e gli Enti locali, nasce il Credito Etico per gli Studenti Universitari (CESU), che consente il finanziamento a studenti universitari già iscritti e che si iscrivono ad una qualunque università legalmente riconosciuta sul territorio nazionale.

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Chiusura Uffici 

Il 30 maggio, in occasione della Festa Patronale di San Gerardo a Potenza, gli uffici della fondazione resteranno chiusi. Riapriranno regolarmente venerdì 31 maggio.

 

 

 

Il tuo cinque per mille per combattere sovraindebitamento e usura

Devolvi il tuo 5 per mille alla Fondazione nazionale Antiusura Interesse uomo, ci aiuterai nell’azione di contrasto all’usura e ci permetterai di sostenere quanti sono fortemente indebitati.

Per donare il 5 per mille del tuo IRPEF basta firmare il riquadro del mod. CUD o della dichiarazione dei redditi (730 o UNICO) dedicato alle ONLUS – “sostegno del volontariato, delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale” – ed inserire il Codice Fiscale della Fondazione Nazionale Interesse Uomo Onlus: 96037200761.

Un breve spot ti racconta quello che facciamo! Diffondi l’iniziativa tra i tuoi amici e comunicala al tuo commercialista o al CAF.  Aiutaci a costruire percorsi di libertà

Etica, cultura e bellezza. Le strade per una nuova economia 

Qualche immagine del bellissimo e partecipato convegno, “Etica, cultura e bellezza. Le strade per una nuova economia” organizzato a Matera dalla Fondazione Interesse Uomo e in collaborazione con la Conferenza episcopale di Basilicata, Dicastero Vaticano per lo sviluppo umano integrale,Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Cestrim Onlus, Banca Popolare Etica e con il patrocinio della Fondazione Matera- Basilicata 2019 e la Camera di commercio della Basilicata.
Un momento di confronto per offrire risposte a quanti  vivono situazioni di fragilità sociali ed economiche, a quanti non avendo accesso al credito ordinario sono a rischio di finire fra le braccia degli usurai, e a quanti fra quelle braccia ci sono già finiti, non solo ci ha dato la possibilità di verificare come quello dell’usura sia un mondo in veloce e continua trasformazione sia nelle sue modalità che nei suoi protagonisti (dai classici strozzini di quartiere alle mafie e alla criminalità organizzata), una riflessione amara sul concetto di “economia che uccide” su cui sovente si sofferma il magistero di Papa Francesco. Questi scenari, dunque, ci hanno permesso di  interrogarci su quale modello di sviluppo immaginare in alternativa a quello attuale per il quale lo sfruttamento della persona non è un semplicemente incidente casuale ma un suo principio strutturante, e in modo particolare in che modo l’etica, la cultura e la bellezza possono porsi come elementi determinanti in un processo di umanizzazione dell’economia.

 

Conclusa la Conferenza Internazionale dell’Usura

Si è conclusa la Conferenza Internazionale sull’usura organizzata dalla Fondazione nazionale Interesse Uomo a Napoli. Un evento di respiro europeo che ha visto per due giorni l’avvicendarsi di esponenti del mondo istituzionale, accademico e della società civile nazionale e dell’area balcanica. Un confronto aperto sul tema della prevenzione e della lotta all’usura, uno dei mali assoluti che va conosciuto profondamente per poterlo debellare. “L’usura è una piaga, ha infatti affermato il giudice della Corte d’Appello di Bucarest, Marian Gociu, commessa in piena luce con la complicità delle istituzioni pubbliche”. Ma spesso le leggi, che pure ci sono, non sono sufficienti a combatterla. Mancano le denunzie e quelle depositate si fermano prima perché le vittime hanno paura di andare avanti. “L’aspetto repressivo non basta, ha dichiarato il Prefetto di Napoli, Carmela Pagano, occorre il coinvolgimento delle associazioni, attivare campagne di sensibilizzazione, bisogna sottrarre la manodopera alla criminalità organizzata e soprattutto cambiare l’atteggiamento culturale che faciliti la denuncia dei reati.” La seconda giornata della Conferenza è stata il momento di sintesi, in cui tutti i referenti, dopo un’attenta analisi dei contesti economici, sociali e culturali e delle legislazioni, hanno avanzato proposte concrete. “Occorrono politiche socio-economiche che sopperiscano al sovra indebitamento della popolazione vittima di usura nei paesi più vulnerabili dell’Europa”, ha sostenuto il direttore generale dell’Unione Europea per le politiche di vicinato e dei negoziati d’allargamento, Alberto Cammarata. “Prevenzione, formazione, informazione, crescita della consapevolezza, trasparenza tra operatori, ha ancora dichiarato, e soprattutto il ruolo della società civile, intesa come l’insieme delle associazioni e fondazioni che operano in questo settore, per l’attivazione di percorsi di recupero”. Un appello all’unione delle forze sane è provenuto dal commissario straordinario del Governo italiano per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Anna Paola Porzio, che ha ricordato come l’usura sia un prodotto della sottocultura e che sia un reato sentinella accanto a quello del racket. Propositivo è stato l’intervento del sottosegretario del Ministero dell’Interno con delega per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Luigi Gaetti, promotore di alcune nuove disposizioni, recepite nel cosiddetto “Decreto Sicurezza”, che ha modificato la legge 44 del 1999. In particolare sono stati portati da 120 giorni a 24 mesi i termini entro cui le vittime possono presentare domande per avvalersi dei benefici del Fondo di solidarietà. E’ stata ampliata fino a due anni la sospensione dei termini di scadenza degli adempimenti amministrativi, per il pagamento dei ratei dei mutui bancari e ipotecari, dei termini di prescrizione e di decadenza, nonché di altri atti esecutivi. Al richiedente possono inoltre essere accordati anticipi di concessione delle somme a valere sul Fondo di solidarietà anche fino all’intero ammontare, previa concessione di provvisionale. Le conclusioni sono state affidate a don Marcello Cozzi, presidente della Fondazione Interesse Uomo, che ha parlato di usura come di “fenomeno sistemico non circoscritto a singole regioni geografiche per debellare il quale occorrono risposte e strategie sistemiche.” Usando le parole di Papa Francesco, don Cozzi ha parlato di “economia che uccide”, di un sistema economico-sociale costruito in modo che i fragili siano scartati, che i deboli siano espulsi e resi invisibili, che quanti non reggono le regole del mercato, non reggono i “meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante” vengano rigettati. Dunque cosa fare nell’emergenza? A quale modello di sviluppo a misura d’uomo tornare? Come armonizzare le leggi dei paesi? Come tutelare quanti non hanno accesso al credito ordinario? Come lavorare nella prevenzione? Con questi quesiti il presidente della Fondazione Interesse Uomo ha concluso la prima Conferenza internazionale dell’usura, domande aperte che ora attendono risposte concrete con l’avvio di una cooperazione reale e concreta tra tutte le forze operanti nelle società contemporanee.